Verifica patrimonio Rendita Project: settembre 2026, il mio punto zero

Ci sono articoli che servono a spiegare un concetto.

E poi ce ne sono altri che servono a verificare se quel concetto, nella vita reale, funziona davvero.

Questo appartiene alla seconda categoria.

Negli ultimi mesi ho scritto di patrimonio netto, cash flow, fondo emergenza, investimenti e previdenza complementare.

Ma Rendita Project non nasce per diventare un’enciclopedia finanziaria scollegata dalla realtà.

Nasce per documentare una costruzione.

Quindi, prima o poi, bisogna aprire i conti e vedere cosa è successo davvero.

Non per mostrare quanto possiedo.

Non per fare confronti con altre persone.

Non per festeggiare un numero sul broker.

Ma per rispondere a una domanda molto più utile:

Il mio sistema finanziario oggi è più forte di qualche mese fa?

La risposta, come spesso accade, non è semplicemente sì o no.

Il patrimonio è cresciuto e il portafoglio ha una struttura migliore.

Ma contemporaneamente la liquidità è ancora fragile, il fondo emergenza deve praticamente ripartire e pochi giorni fa sono stato costretto a vendere una parte degli investimenti proprio perché mi serviva denaro.

Quindi questo report contiene sia progresso sia problemi.

Ed è esattamente quello che voglio documentare.

Se vuoi capire prima che cosa intendo quando parlo di patrimonio, puoi partire da Cos’è il patrimonio netto personale e perché dovresti monitorarlo.

Da oggi questi report avranno sempre lo stesso metodo

Questo è il primo report patrimoniale completo della nuova fase di Rendita Project.

Voglio quindi utilizzarlo anche come base per tutti quelli successivi.

Da questo momento ogni verifica patrimoniale completa dovrà contenere sempre gli stessi elementi:

  • patrimonio finanziario complessivo;
  • investimenti;
  • liquidità;
  • liquidità già destinata a spese future;
  • fondo emergenza;
  • fondo pensione;
  • composizione del portafoglio;
  • PAC;
  • organizzazione dello stipendio;
  • errori, vendite o correzioni effettuate;
  • cosa è migliorato;
  • cosa è peggiorato;
  • tre obiettivi per il trimestre successivo.

E soprattutto ogni report futuro dovrà rispondere a due domande.

Quanto sono cambiato dall’ultimo report?

E:

Quanto sono cambiato dal punto di partenza?

Non voglio pubblicare una serie di fotografie scollegate.

Voglio costruire una sequenza.

Una storia finanziaria verificabile.

Qual è il mio punto di partenza?

Non voglio inventare un “giorno zero” perfetto che non abbiamo mai registrato.

Il primo dato completo che posso utilizzare seriamente come riferimento per il portafoglio è quello del 10 marzo 2026.

Allora il mio portafoglio Trade Republic valeva circa 17.300 euro.

La composizione era molto diversa da quella attuale:

  • circa 6.950 euro nel FTSE All-World High Dividend Yield;
  • circa 6.590 euro in Realty Income;
  • circa 2.570 euro nello S&P Global Dividend Aristocrats;
  • circa 780 euro nel Global Quality Income;
  • altre piccole posizioni satellite.

Una cosa salta subito agli occhi.

All’epoca il Vanguard e Realty Income erano quasi appaiati.

Il Vanguard rappresentava circa il 40% del portafoglio e Realty circa il 38%.

In pratica una singola società immobiliare aveva quasi lo stesso peso del mio principale ETF globale.

Era una struttura molto diversa da quella che volevo costruire.

È uno dei motivi per cui nei mesi successivi ho insistito molto di più sul primo pilastro.

Il principio rimane quello descritto nel Metodo Rendita Project: prima una struttura forte, poi tutto il resto.

Dove sono oggi: circa 21.900 euro di patrimonio finanziario

Al 16 settembre 2026 il mio patrimonio finanziario complessivo è di circa:

21.900 euro.

Arrotondando, possiamo tranquillamente parlare di circa 22.000 euro.

La fotografia completa è questa:

AreaValore attuale indicativoFunzione
Investimenti destinati alla renditacirca 18.450 €Costruzione del patrimonio e della rendita futura
Fondo emergenza – Euro Overnight2 €Protezione dagli imprevisti seri
Liquidità sui conticirca 2.220 €Operatività, buffer e spese programmate
Fondo pensionecirca 1.190 €Previdenza di lunghissimo periodo
Patrimonio finanziario complessivocirca 21.870 €Fotografia al 16 settembre 2026

Sì, hai letto bene.

Il mio fondo emergenza oggi vale 2 euro.

Non duemila.

Due.

Potrei evitare di scriverlo perché il numero fa quasi ridere rispetto al resto del patrimonio.

Ma sarebbe esattamente il contrario dello scopo di questo report.

Fra sei mesi voglio poter tornare su questa pagina e vedere da dove è iniziata davvero la ricostruzione.

Quei 22.000 euro non sono 22.000 euro disponibili

Qui arriva una distinzione fondamentale.

Dire:

“Ho un patrimonio di circa 22.000 euro”

non significa:

“Posso spendere 22.000 euro.”

La maggior parte del patrimonio è investita.

Una parte è previdenziale.

E persino una parte della liquidità che vedo sui conti ha già una destinazione precisa.

Per esempio, circa 1.000 euro presenti sul mio conto deposito ING sono già destinati a una spesa importante programmata.

Tecnicamente fanno ancora parte del mio patrimonio fino al momento in cui verranno spesi.

Economicamente, però, so già che quei soldi non sono realmente liberi.

Se li sottraggo mentalmente dalla fotografia, il patrimonio non già impegnato scende intorno ai 20.900 euro.

Questo è un esempio perfetto del motivo per cui patrimonio e liquidità disponibile non sono la stessa cosa.

Dal primo snapshot a oggi: cosa è realmente cambiato

Il confronto più interessante è sul portafoglio.

DataValore portafoglioDifferenza
10 marzo 2026circa 17.300 €–
16 settembre 2026circa 18.500 €circa +1.100 €

Ma attenzione.

Non significa assolutamente che il portafoglio abbia “reso 1.100 euro”.

Nel mezzo ci sono stati versamenti, dividendi, oscillazioni di mercato, acquisti e vendite.

Quindi questa è semplicemente una variazione del valore complessivo.

Non è una misura della performance.

Questa distinzione sarà importante anche nei report futuri.

Il Vanguard è passato da circa il 40% a oltre il 50%

A marzo il FTSE All-World High Dividend valeva circa 6.950 euro.

Oggi vale circa 9.400 euro.

La posizione è quindi aumentata di circa 2.400 euro come valore complessivo, considerando insieme nuovi acquisti e andamento del mercato.

Ma ciò che mi interessa maggiormente è il suo peso.

Siamo passati indicativamente da:

40% → 51%

Questo è probabilmente il progresso strutturale che considero più importante.

Il Vanguard oggi è veramente il primo pilastro.

Non soltanto sulla carta.

Non soltanto nella strategia.

Ma anche nei numeri.

Realty Income ha perso peso nel portafoglio

A marzo Realty Income valeva circa 6.600 euro.

Oggi siamo intorno ai 6.100 euro.

Ma ancora più importante del valore assoluto è il peso.

Siamo passati indicativamente da:

38% → 33%

È ancora una posizione molto grande.

Anzi, troppo grande rispetto all’ordine definitivo che voglio costruire.

Ma oggi il Vanguard ha preso una distanza significativa.

Ed è un miglioramento.

Lo S&P Dividend Aristocrats resta il punto da sistemare

Lo S&P Global Dividend Aristocrats vale oggi circa 2.300 euro.

Il problema è evidente.

La struttura che voglio nel lungo periodo è:

FTSE All-World High Dividend > S&P Global Dividend Aristocrats > Realty Income

Oggi invece abbiamo:

FTSE > Realty > S&P

Quindi il primo obiettivo è stato raggiunto.

Il secondo no.

E pochi giorni fa la distanza è addirittura aumentata.

Ho appena venduto circa 1.100 euro dello S&P

Il 15 settembre ho venduto poco più di 1.000 euro dello S&P Global Dividend Aristocrats.

E qui devo essere molto chiaro.

Non l’ho venduto perché volessi vendere.

Non ho cambiato idea sull’ETF.

Non pensavo che il mercato sarebbe crollato.

Non stavo facendo trading.

Mi serviva liquidità.

Il portafoglio è diventato nuovamente la fonte da cui andare a prenderla.

È esattamente la situazione che sto cercando di eliminare.

E rende questo report probabilmente più utile di quanto sarebbe stato se tutto fosse andato perfettamente.

Non è nemmeno la prima volta

Qualche mese fa avevo avuto un problema simile.

Per una spesa familiare importante che conoscevo già in anticipo avevo previsto mentalmente la spesa, ma non avevo realmente accumulato prima tutta la liquidità necessaria.

Alla fine avevo dovuto vendere investimenti.

Ora, pochi mesi dopo, mi sono trovato nuovamente nella situazione di dover ottenere liquidità dal portafoglio.

A questo punto non posso più considerarlo semplicemente un episodio isolato.

È un segnale strutturale.

Sto costruendo bene la parte degli investimenti, ma non ho ancora costruito abbastanza protezione intorno agli investimenti.

È proprio per questo che considero così importante il rapporto tra fondo emergenza e cash flow.

Il problema principale oggi non è il portafoglio

Se guardassi soltanto Trade Republic potrei pensare che la situazione sia ottima.

Circa 18.500 euro investiti.

Un primo ETF dominante.

Un PAC attivo.

Dividendi che arrivano.

Ma il portafoglio non vive isolato.

Oggi la vera fragilità è fuori dal broker.

È la liquidità.

Ed è quasi paradossale:

ho costruito quasi 20.000 euro di investimenti prima di costruire un buffer che mi impedisca di doverli vendere.

Non considero questo un fallimento.

Lo considero semplicemente l’ordine delle cose che oggi devo correggere.

La mia mentalità sulla liquidità è cambiata

Qualche mese fa vedere migliaia di euro sul conto mi avrebbe probabilmente fatto pensare:

“Potrei investirli.”

Oggi invece comincio a pensare:

“Quei soldi stanno proteggendo gli investimenti.”

È un cambiamento enorme.

Per questo oggi il mio obiettivo personale è portare gradualmente ING verso un buffer di circa:

10.000 euro.

Non è una soglia universale.

Non penso che tutti debbano avere 10.000 euro sul conto.

È semplicemente il livello che, per la mia situazione e per il mio carattere, mi farebbe sentire che il mese ha veramente spazio per respirare.

E quei soldi sarebbero separati dal fondo emergenza.

Il fondo emergenza oggi vale 2 euro

Questa è probabilmente la riga più brutale dell’intero report.

Il fondo emergenza vero e proprio oggi vale:

2 euro.

La posizione Euro Overnight è appena partita.

Santander non rappresenta più il mio fondo emergenza principale: oggi lo considero soltanto una micro-riserva bancaria separata.

Quindi non voglio sommare cose diverse soltanto per rendere il numero più bello.

Il fondo emergenza oggi è 2 euro.

Punto.

E proprio per questo sarà interessante vedere quel numero nel prossimo report.

Perché ho scelto Euro Overnight

La scelta ha anche una componente psicologica.

In passato ho provato ad accumulare soldi in conti separati.

Ma nel tempo finivo comunque per percepirli come disponibili.

Vederli invece sotto forma di una posizione distinta nel broker crea per me una barriera mentale più forte.

È quasi come se il cervello li classificasse automaticamente come:

“non toccare”.

È un esperimento personale.

Non significa che sia la soluzione migliore per tutti.

Ma questo progetto serve anche a capire quali sistemi riesco realmente a rispettare.

Il fondo pensione invece continua a crescere

Un’altra parte interessante del confronto è il fondo pensione.

Ad aprile la posizione valeva circa 500 euro.

Oggi vale circa 1.200 euro.

Il capitale previdenziale è quindi cresciuto parecchio in pochi mesi, principalmente grazie al TFR che continua a confluire nel fondo.

Non sto ancora effettuando versamenti volontari aggiuntivi.

Prima voglio sistemare liquidità, indipendenza personale e fondo emergenza.

La previdenza può essere ottimizzata dopo.

Il mio patrimonio oggi ha tre velocità diverse

Più guardo questi numeri e più mi rendo conto che le varie parti del sistema stanno procedendo a velocità completamente differenti.

1. Investimenti

Sono la parte più avanzata.

Ho costruito circa 18.500 euro di portafoglio.

2. Previdenza

Sta crescendo lentamente e automaticamente attraverso il TFR.

3. Parte difensiva

È quella rimasta indietro.

Liquidità e fondo emergenza devono ancora recuperare terreno.

Questo report mi serve proprio perché il patrimonio totale nasconde facilmente queste differenze.

Un numero unico può sembrare sano.

La struttura sotto può non esserlo ancora.

Anche il modo in cui gestisco lo stipendio è cambiato

Per provare a correggere questa debolezza ho modificato nuovamente il sistema dei bonifici automatici.

Uso come base prudenziale 1.600 euro netti, anche se normalmente il mio stipendio tende a essere superiore.

L’idea è semplice:

voglio costruire il sistema sul minimo prudente, non sul mese migliore.

Oggi la distribuzione automatica è questa:

DestinazioneImporto mensileFunzione
BBVA400 €Salute, psicologa, palestra e spese collegate
Revolut320 €Vita quotidiana, cene, uscite e piccole spese
N26210 €Auto e carburante
Trade Republic205 €Investimenti e fondo emergenza
Santander5 €Micro-riserva bancaria

Il totale dei bonifici automatici è quindi di 1.140 euro al mese.

Se lo stipendio fosse esattamente 1.600 euro, rimarrebbero almeno 460 euro su ING.

Quando lo stipendio è superiore, la differenza rimane inizialmente sul conto principale.

Ed è una scelta precisa.

Oggi non considero automaticamente ogni euro in più come capitale da investire.

Prima voglio ricostruire il respiro finanziario.

È un’evoluzione del sistema che avevo già iniziato a raccontare in Stipendio, spese e investimenti: come costruire un sistema che non ti lascia senza fiato.

Ogni conto oggi ha un lavoro

Sto cercando di evitare che tutti i soldi sembrino uguali.

ING deve essere il centro del sistema e costruire liquidità.

BBVA deve assorbire salute, psicologa e palestra.

Revolut deve limitare la vita quotidiana dentro un budget.

N26 deve contenere auto e benzina.

Trade Republic deve costruire capitale e fondo emergenza.

Santander deve rimanere una piccola riserva separata.

Questo non rende impossibile spendere troppo.

Ma rende molto più evidente dove il sistema si sta rompendo.

Il PAC oggi vale 250 euro al mese

Il PAC attuale è di circa 250 euro al mese.

StrumentoPAC mensileRuolo
FTSE All-World High Dividend Yield80 €Primo pilastro del core
S&P Global Dividend Aristocrats45 €Secondo pilastro e riequilibrio progressivo
Euro Overnight30 €Fondo emergenza
STOXX Europe 60025 €Satellite
Realty Income20 €Terzo pilastro del core
Developed Markets Dividend Leaders20 €Satellite income
Global Quality Dividends20 €Satellite income
Coca-Cola10 €Posizione satellite

Perché ho aggiunto altri due ETF

Negli ultimi mesi ho aggiunto STOXX Europe 600 e Developed Markets Dividend Leaders.

Il motivo è duplice.

Da una parte considero personalmente interessanti entrambi gli strumenti.

Dall’altra mi piace l’idea di avere distribuzioni di dividendi in periodi differenti dell’anno.

Il cash flow da dividendi diventa così più frequente.

Ma devo ricordarmi una cosa:

ricevere dividendi più spesso non significa ricevere più rendimento.

Il calendario delle distribuzioni è una caratteristica.

Non è valore aggiunto automatico.

E soprattutto non voglio trasformare il portafoglio in una raccolta infinita di ETF.

Questi strumenti devono quindi restare satelliti.

Il core deve continuare a comandare.

È la stessa logica che avevo descritto parlando di come costruire un portafoglio che genera reddito mensile.

Esiste anche una piccola incoerenza tra PAC e bonifico

Il PAC programmato oggi è di 250 euro al mese.

Il bonifico automatico verso Trade Republic è invece di 205 euro.

La differenza è:

45 euro al mese.

Può essere coperta attraverso dividendi, liquidità già presente o versamenti aggiuntivi.

Ma questa verifica mi permette di vedere subito una cosa.

Se quella differenza dovesse iniziare a richiedere continuamente soldi extra prelevati da ING, significherebbe che il PAC è troppo alto rispetto al cash flow reale.

Quindi non la considero necessariamente un problema oggi.

La considero un indicatore da monitorare.

Cosa è migliorato dal punto di partenza

Se confronto marzo con settembre vedo progressi concreti.

  • Il primo pilastro è passato da circa il 40% a oltre il 50% del portafoglio.
  • Realty Income è scesa da circa il 38% a circa il 33% del portafoglio.
  • Il fondo pensione è passato da circa 500 euro a circa 1.200 euro.
  • Ho costruito un sistema di conti molto più preciso.
  • Ho iniziato a distinguere realmente tra patrimonio, liquidità, fondo emergenza e denaro già destinato a una spesa.

Ma probabilmente la cosa più importante è psicologica:

oggi considero la liquidità parte della strategia, non un ostacolo alla strategia.

Cosa invece resta fragile

Non voglio trasformare questo report in una celebrazione.

  • Il fondo emergenza vale soltanto 2 euro.
  • Il buffer ING è ancora molto lontano dal target.
  • Sono stato costretto nuovamente a vendere investimenti per ottenere liquidità.
  • Lo S&P Dividend Aristocrats è ancora molto lontano da Realty Income.
  • Ho aggiunto nuovi satelliti prima di aver completato del tutto il riequilibrio del core.

Questi sono fatti.

E vanno scritti esattamente come i progressi.

Non posso dire semplicemente “sono passato da 17.000 a 22.000 euro”

Questa precisazione è importante.

I circa 17.300 euro di marzo rappresentavano il solo portafoglio Trade Republic.

I circa 21.900 euro attuali comprendono invece investimenti, conti correnti, liquidità e fondo pensione.

Quindi sarebbe scorretto scrivere:

“Sono passato da 17.000 a 22.000 euro.”

Non staremmo confrontando la stessa cosa.

Quello che posso dire seriamente è:

  • il portafoglio documentato è passato da circa 17.300 a circa 18.500 euro;
  • contemporaneamente la posizione previdenziale è cresciuta;
  • da oggi sto finalmente misurando in maniera strutturata anche tutta la liquidità.

Da questo articolo in poi, invece, avremo finalmente un vero numero totale confrontabile.

Ed è uno dei motivi per cui considero settembre 2026 il punto zero ufficiale dei report patrimoniali completi di Rendita Project.

Da oggi avremo una tabella storica

Questa è una novità che voglio introdurre definitivamente.

ReportPatrimonio totaleInvestimentiLiquiditàFondo pensioneFondo emergenza
Settembre 2026~21.870 €~18.450 €~2.220 €~1.190 €2 €
Dicembre 2026Da aggiornareDa aggiornareDa aggiornareDa aggiornareDa aggiornare
Marzo 2027Da aggiornareDa aggiornareDa aggiornareDa aggiornareDa aggiornare

Fra qualche anno voglio poter tornare a questa tabella e vedere la strada percorsa.

Non attraverso ricordi.

Attraverso numeri.

Nel prossimo report controllerò anche quello che sto promettendo oggi

C’è un’altra regola che voglio introdurre.

Ogni nuovo report dovrà riprendere gli obiettivi del precedente e verificarli uno per uno.

Niente nuovi obiettivi facendo finta di essersi dimenticati quelli vecchi.

Per ognuno dovrò scrivere:

  • raggiunto;
  • parzialmente raggiunto;
  • non raggiunto.

E spiegare perché.

Questo impedirà al blog di riscrivere continuamente la storia a posteriori.

I miei tre obiettivi per i prossimi 90 giorni

Non voglio riempire questa parte con dieci promesse.

Tre bastano.

1. Far crescere realmente ING

Il saldo del conto principale deve smettere di tornare continuamente verso il basso.

Il nuovo sistema di bonifici deve iniziare a lasciare ogni mese un residuo vero.

Il primo obiettivo non è arrivare subito a 10.000 euro.

È vedere una traiettoria positiva.

2. Costruire il fondo emergenza senza toccarlo

Parto da:

2 euro.

Nel prossimo report non mi interessa soltanto che il numero sia più grande.

Mi interessa che sia cresciuto attraverso un processo regolare e che non sia stato utilizzato per normali spese del mese.

3. Continuare a rafforzare il core senza nuove forzature

Il FTSE deve restare nettamente il primo pilastro.

Lo S&P Dividend Aristocrats deve ricominciare progressivamente a recuperare su Realty.

E i satelliti non devono rubare troppa capacità finanziaria ai pilastri principali.

C’è poi un obiettivo fuori dal patrimonio: aumentare il reddito

Questa non la considero una promessa trimestrale quantitativa.

Ma è probabilmente il lavoro più importante che posso iniziare.

Negli ultimi mesi ho capito che non posso costruire tutta la mia libertà semplicemente diventando sempre più bravo a distribuire lo stesso stipendio.

Il risparmio può essere ottimizzato.

Le spese possono essere controllate.

Ma esiste un limite.

Per questo sto pensando seriamente di tornare a studiare e costruire nuove competenze professionali.

Parallelamente continuo a costruire Rendita Project.

Perché se un giorno riuscissi ad aumentare il reddito da lavoro o creare una seconda fonte di entrata, il cash flow potrebbe cambiare scala.

È un tema che avevo già affrontato in Come aumentare il cash flow senza fare trading e senza vendere fuffa e in Quanto vale davvero aumentare il cash flow di 100 euro al mese.

Questo report non deve dirmi se sono bravo

Deve dirmi dove sono.

Questa è forse la regola più importante che voglio fissare per tutti i report futuri.

Non devono diventare pagelle.

Se il patrimonio cresce non significa automaticamente che ho fatto tutto bene.

Se il mercato scende e il patrimonio diminuisce non significa automaticamente che ho sbagliato.

Dobbiamo distinguere sempre:

risparmio prodotto da me

da:

variazione del mercato.

Se in un trimestre verso 900 euro e contemporaneamente il mercato fa perdere 1.200 euro al mio portafoglio, il patrimonio potrebbe diminuire.

Ma questo non significa che io abbia smesso di costruire.

Ho comunque risparmiato e investito 900 euro.

È una distinzione fondamentale.

Per questo nei report futuri voglio provare a separare anche:

  • capitale versato;
  • dividendi ricevuti;
  • vendite e prelievi;
  • variazione del valore degli investimenti.

Così il mercato non potrà prendersi né meriti né colpe che non gli appartengono.

Conclusione: questo è il mio punto zero

Oggi il mio patrimonio finanziario è vicino ai 22.000 euro.

Il portafoglio rappresenta la parte dominante.

Il fondo pensione sta crescendo.

La liquidità è ancora troppo fragile.

Il fondo emergenza vale esattamente 2 euro.

Il primo pilastro del portafoglio è finalmente davvero dominante.

Il secondo deve recuperare.

E negli ultimi mesi ho imparato, a mie spese, che costruire investimenti senza costruire abbastanza liquidità può costringerti a tornare indietro.

Non considero questi 22.000 euro un traguardo.

Li considero un punto.

Anzi:

il punto zero ufficiale da cui inizierò a confrontare Rendita Project nel tempo.

Il prossimo report non dovrà semplicemente rispondere alla domanda:

“Quanto possiedo?”

Dovrà rispondere anche a:

“Quanto è cambiato rispetto a settembre?”

“Ho fatto quello che avevo detto?”

“Il sistema è più robusto?”

Perché l’obiettivo non è riuscire a pubblicare ogni tre mesi un numero più grande.

L’obiettivo è costruire una struttura sempre più difficile da rompere.

E la differenza, oggi, mi è molto più chiara:

non voglio soltanto diventare più ricco sulla carta. Voglio diventare finanziariamente più solido.


Questo articolo racconta esclusivamente il mio percorso personale e ha finalità informative. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o patrimoniale. Gli strumenti citati sono quelli che utilizzo personalmente e non rappresentano raccomandazioni di acquisto o vendita.


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